Il tempo e altre malinconie

Come colonna sonora potremmo partire con

Non so cosa sia, in questo particolare momento della mia vita che mi spinge a caminnare con la testa china (forse a causa della sua non trascurabile massa) e domandarmi che cosa ci stia IO a fare in quel preciso momento a camminare.
Ad essere chiari di solito so che cosa sto facendo (quasi sempre sto andando a prendere il treno 🙂 il discorso e’ meno immediato. Il fatto e’ che io mi fermo a pensare che cosa ci stia a fare in quell’istante li’ in quel posto, in senso “universale”. Come avrei potuto pensare di un gruppo di pinguini su una banchina polare o di un asteroide in orbita su qalche luna di chissa’ quale pianeta.
Saranno i documentari di fantascienza… oopss lapsus… saranno i documentari scintifici, che mi fanno vedere quanto siamo cosi’ in una terra di mezzo… tra l’nfinitesimamente piccolo e l’immensamente grande. Tra i quak e le galassie.
Sara’ il pensiero del tempo, di come nn si sa mai come misurarlo, prendendo a centimetro gli eveni storici o le mie vicende personali… di come 10 anni sembrino pochi… di come tra 100 anni non ci sara’ piu’ nessuno di quelli che adesso popolavano sto’ pianeta… di come tanti amici, conoscenti, parenti stiano lasciando solo ricordi, perche’ passati a miglior vita…
E penso alle persone care che m hanno lasciato e che hanno lasciato altri Cari piu’ Cari di me.
Di come tanti muoiano ora sotto le bombe, sotto la fame, sotto terra o sotto il mare.
E penso che sto pensando a noi esseri umani e non alle bestiole, alle piante, ai batteri.
Insomma quanto solo relativista in queste mie osservazioni, quanto sono di parte, che partigiano…
E penso a come sono goffo nel momento in cui cerco a buttare giu’ in scrittura quei pensieri che mi srotellano in testa.. che mi sembrano cosi’ “difficili” mentre li penso per poi apparire “banali” quando li scrivo… se penso a quelli “tosti” come il Leopardi, come il Foscolo… quelli si che spaccavano… mica sto scemo di Epinomerda

Il tempo, e come lo misuriamo? Dagli anni passati da qui agli anni 70… con le musiche bellissime dei cantautori? O lo misuriamo in ere geologiche? Oppure con i secondi che mancano al mio telefonino per far partire la puntata di Digitalia sulla playlist? Dipende, se ho mal di testa, buon umore o mal di pancia. Dipende, sempre.

Oppure lo misuriamo solo per fare qualche congettura? Tanto per sentirci “attenti” e non troppo “passivi”
Mha? Perche’ mi vengono ste paturnie… perche’ guardare il cielo con malinconia? Cosa c’e’ di cosi’ vivido da dovermi far trasecolare e pensare a questa imbastitura, perche’ guardare dietro le quinte invece che sul palco?

Malinconie, tutto qui… (rifacendomi alla canzone di cui sopra) pero’ tra aquila e topo mi son sempre sentito piu’ topo… chissa’ magari perche’ simile al criceto, che gira nella sua ruotina, cosa c’e’ di piu’ malinconico di un criceto su una ruotina, con la foglia di insalata e la calzina come tana? E chissa’ perche’ gira? Per far passare il tempo? Mha?

Malinconie sopite, mai tirate fuori, se non in brevi momenti… ci sara’ tempo mi son sempre detto. Altre volte invece ho pensato.. lascia stare.. lasciale dove sono, che nn e’ il caso che si manifestino troppo, ed ecco che allora al mente razionale crea nuovi sbocchi con queste rastrellate di pensieri spazio-temporali… tanto per non concedersi troppa pace, per non rimanere troppo su i morale, tanto per non gasarsi troppo, per mantenere un profilo basso, perche’ di li’ se si cade ci si fa meno male.

Quando ascolto.. “se penso a come ho speso male il mio tempo che NON tornera’ piu'” penso.. e il tempo assume un nuovo significato.

Credo che il top si trovi qui

http://www.legalsounds.com/download-mp3/claudio-lolli/extranei/la-canzone-del-principe-rospo/song_1980757
Dove in soli 30” butta sul piatto due perle in “Non aprire mai”

vivere in fondo non è necessario, ma certo non è sufficiente.
Ed è per questo, diceva, che io per me preferisco non dover scegliere mai,
l’inizio o la fine e nessuna storia, la serenità non sa convivere con la memoria.

Oppure mi vien voglia di ascoltare, solo per una frase: “e la stagione nuova dietro il vetro che appannava, fiori'”
Non per il significato “amoroso” che e’ davvero alto e bellissimo, ma solo per certe spigolature e suggestioni.

E mi vien da dire che semplicemente ho voglia di riascoltare bella musica e lasciarmi andare, senza troppe menate. Solo per far passare il tempo, che e’ lusso che non posso concedermi.. e forse si sono!
Ecco l’atto di coraggio… BUTTAR VIA UN POCO DI TEMPO.
Senza pensare a come lo si calcola, a come lo si misura.
Solo BUTTARLO VIA, come succede, da sempre.
Per sempre.

P.S.
Il post me lo rileggo tutto e lo ricoreggo ascoltando questa meraviglia

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Una risposta a Il tempo e altre malinconie

  1. Turi ha detto:

    Mio caro amico,dire che sei troppo sensibile agli incommensurabili temi della nostra esistenza è riduttivo,sei un talento confuso nella quotidianità,ma almeno,e questo forse è il cruccio,ogni tanto trovi la forza di staccartene e lo fai con un senso della narrazione così originale che mi lascia di stucco!Mi viene in mente per ora questa frase che tu sicuramente conosci:”La fossa del leone è ancora realtà,uscirne è impossibile per noi, è uno slogan, falsità!Il nostro caro angelo si ciba di radici e poi lui dorme nei cespugli sotto gli alberi ma schiavo non sarà mai…….!Da parte di Turi

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