Quando si portava la croce

Ci sono giorni di sole nei quali si sta in casa.
Sembrerebbe giusto uscire di casa.
Invece qualcosa ti porta a restare chiuso tra 4 mura.
Per fare un viaggio diverso.
Nella memoria.

Cercando le tracce, con i nuovi mezzi che non avevamo 15 anni fa e piu’.
Di cose che ti riempivano il cuore

Cosi’ ascoltando le note della banda di Radio Freccia

http://www.youtube.com/watch?v=Sbx6fyf7fvo

Salgo i pendii della salita straziante di San Pietro da Viano.
E non sono solo in questa impresa dei miei primi vent’anni.
Sono in compagnia di chi mi portava in giro per le colline dell’appenino.
Che mi faceva mangiare le albicocche dagli alberi ai bordi della strada.
Anche le cigliege ed amarene… tutto quello che si trovava…
Che mi impediva di andare al mio passo. Chiaccherandomi, facendomi apprezzare il paesaggio.
Non solo la strada asfaltata davanti a me.
Che mi veniva a trovare mentre preparavo gli esami dell’univertsita’.

E il caldo che c’era.. sembrava impossibile quella salita.
Golgota la chiamavamo.
Era davvero schifosa… inutile e troppo pendente.
Uno strazio.
E lui saliva, con la bandana a stelle e striscie.
Come Rambo gli dicevo.

Quella salita e’ ancora là.

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