Sogni

Il mio
Passeggio con lei nella strada che taglia in 2 il paesino. Arrivano di gran carriera 2 macchine malandate e la prima della fila facendo manovra quasi la investe, io inferocito aggredisco il conducente, non tralasciando di insultare lei che non si e’ spostata dalla triettoria dell’auto con prontezza. Il tipo neanche mi considera e fa per fare retromarcia, quel che accade, e’ che il paesino e’ preso di mira da questo zingaro giovane con i capelli ricchi a larghe tese. Folti in testa e lunghi diddietro, con un gile’ di pelle. Terrorizza me ed il paesino. La sua presenza si fa assillante, come di un barone Siciliano del tempo che fu. Il suo potere lo esercita con gli schiaffi. Schiaffi particolari, sulle mani, sul volto;sento, soprattutto sulle mani, come il dolore di tagli. Quando mi scgiaffeggia le mani, quasi ad accarezzarle, mi fa un dolore fastidiossissimo. Da sotto la pelle scopro poi, conscio di sognare,  che il dolore che sento, eppure sto dormendo, ha una ragione, da sotto la pelle delle sue mani spuntano come degli ami da pesca che entrano in superfici nella pelle delle mie mani. Cosi’ le sue carezze mi urticano, mi danno una senzazione di dolore reale, come se non stessi dormendo. Eppur mi dico, come posso sentir dolore se sto sognando?

I suo
Siamo in casa e sentiamo un botto. La porta di casa e’ spalancata.E’ entrato un intruso in casa? Ne sara’ gia’ uscito? Dopo una controllata sommaria decido di uscire e di cercarlo fuori dall’appartamento, scendo le scale. Decido di scendere in starda. Llei ha paura, paura che sia nascosto da qualche parte in casa. Guardo fuori dal portone, e’ li che sta incamminandosi verso il centro del paese, non ha l’aspetto di un tipaccio, e’ un tipo qualsiasi; solo che e’ entrato in casa nostra furtivamente e non si sapeva che cosa volesse fare.
Tono in casa lei e terrorizzata, da fuori la finestra una ‘cosa’ svolazza a mezz’aria."Aiuto! Cosa e’?". Lei si ritrae dalla finestra.. "Un polpo…". Un polpo dai colori fluorescenti come una medusa, quasi fumettato. Apro la finestra della camera e lo vedo. Lo prendo in mano. "Cosa dici !?", dico io, "Non e’ un polpo! Non vedi che e’ un fungo!?". In effetti toccandolo perde la parvenza animata, perde colore, sbianca  e assume l’aspetto di un fantasma di pietra.

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